Ricevere una cartella esattoriale dall’Agenzia delle Entrate Riscossione
è un’esperienza che genera immediatamente preoccupazione. Tuttavia, non
tutte le cartelle sono legittime e il contribuente dispone di strumenti
precisi per difendersi.
Il termine per proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria è di
60 giorni dalla notifica dell’atto. Superato questo termine, la cartella
diventa definitiva e il debito non è più contestabile nel merito. Per
questo motivo è fondamentale agire tempestivamente.
Quando è possibile impugnare una cartella?
Le ipotesi più frequenti di illegittimità riguardano: la notifica
irregolare o inesistente, la prescrizione del credito tributario,
l’intervenuta decadenza del potere di accertamento, l’errato calcolo
degli interessi e delle sanzioni, oppure la mancata notifica dell’atto
presupposto (avviso di accertamento).
Gli strumenti a disposizione
Prima di ricorrere al giudice tributario, è opportuno valutare gli
strumenti deflattivi: l’istanza in autotutela, la mediazione tributaria
(obbligatoria per controversie fino a 50.000 euro) e la rateizzazione
del debito. In molti casi questi strumenti consentono di risolvere la
questione in tempi più rapidi e con costi inferiori.
Se ritieni di aver ricevuto una cartella illegittima o non dovuta,
contatta lo studio per una valutazione preliminare del tuo caso.